LA POLITICA MILANESE DEVE PARTIRE DAI MUNICIPI

23/09/2021 2 Di Franco Puglia

Credo importante pubblicare questo post di Simone Sollazzo, consigliere uscente del Movimento 5 Stelle a Palazzo Marino, che non si ricandida in questa tornata elettorale a causa di difficoltà nella formazione della Lista Civica che aveva tentato di far decollare.
Conosco molto bene Simone e gli sono stato vicino in alcuni momenti, anche se le mie idee non coincidono con quelle del Movimento 5 Stelle.
Simone afferma qui ciò che ogni candidato sindaco dovrebbe sottoscrivere, firmando col sangue, e non sarebbe male se Bernardo lo facesse, sfidando Sala a fare altrettanto.
Ma non credo accadrà … Ing. Franco Puglia

Così scrive Simone Sollazzo nel gruppo FB Cittadini del Municipio 9 di Milano:

“MUNICIPI – Dove nasce la #Politica”Lo dico subito che credo nelle #Municipalità.
Credo nella attività dei Municipi di Milano, o meglio, vorrei crederci ancora nonostante riforme che ne hanno limitato ulteriormente l’azione e le possibilità di “incidere” davvero nella vita politica di questa città. Di conseguenza sono diventati solo “laboratori” o peggio ancora, considerati, come nello sport, una serie minore, per preparare nuovi campioni in attesa del grande salto, o per permettere a vecchie glorie della politica di esibire ancora qualche colpo di talento.
Mai niente di più volgare e denigratorio come una simile impostazione.
Da una parte è sicuramente vero che il Municipio sia stato privato di libertà decisionali e finanziarie da renderlo un semplice sfogatoio di quartieri, ma questo non significa che dobbiamo accettare questa tendenza in modalità passiva fino a farla diventare una “abitudine”, come da costume tipicamente italiano del farsi scivolare addosso tutto, comprese le situazioni più castranti.

Nella scorsa consiliatura posso dire con tutta l’onestà possibile in natura, che non ho mai sottovalutato un parere consultivo del Municipio. Ho visto ribaltarne o confermarne l’esito in fase di dibattito comunale ma non penso di averlo mai considerato come qualcosa di trascurabile.
Ed è per questo senso di rispetto che ritorno a dire che una delle nostre priorità di questo Ottobre sia di ridare dignità e attenzione a quelli che a mio parere sono i primi ricettori e punti di approdo delle (sacrosante) segnalazioni cittadine.
Il Municipio non è una palestra o una serie minore di un campionato, né tantomeno un cattedra abusiva da mantenere. Al contrario il Municipio è la parte principale di una amministrazione e di un processo di governo che ha la responsabilità di mantenere un dialogo diretto con i quartieri e favorire l’interazione continua fra cittadinanza e istituzione.
Direi che va ben oltre la semplice etichetta e i ruoli da ripartire o l’immagine da salvaguardare in un ottica partitica.
È un punto di raccolta e di inizio di una progettualità che spero e che dovremo rivedere con il coraggio di spingerla ben oltre una buca da rattoppare sul manto stradale o una manutenzione del verde di prossimità.
Il Municipio è il primo punto da cui parte tutta la #politica. È l’abc di una seria attività di valutazione da cui poi un sindaco sensibile al bene comune dovrebbe rapportarsi per ogni tipo di direttiva cittadina. Perché credo che comunque ,in veste di politici locali possiamo solo metterci una retorica e una nostra personale abilità nell’argomentare determinate esigenze.

Ma alla fine “il sale della politica” lo fanno sempre e comunque le segnalazioni.
E i Municipi sono proprio i punti di partenza e smistamento di tali segnalazioni.
Tre punti di ripartenza e di sfida a mio parere si presentano già dalla mattina del 5 Ottobre:
– il Sindaco appena nominato possa subito chiamare a rapporto i Presidenti delle 9 Municipalità
per stendere insieme un cronoprogramma di serie istanze programmatiche e tematiche
condivise. Dalla sicurezza alla sanità e l’urbanistica locale.
– Lavorare per l’incremento di una “autonomia decisionale” e un “budget” annuale più adeguato
per favorire destinazioni di spesa per ogni Municipio senza dipendere sempre dal benestare di
una divisione specifica della amministrazione centrale. #
– Sviluppare una operatività distinta per ogni Municipio in cui emerga il concetto di
partecipazione e di pareri vincolanti che possano finalmente incidere sulla attività della
amministrazione centrale.

Non mi dispiace quindi l’idea di sostenere la presentazione di più referendum su base “Municipale” su temi cruciali come l’abbattimento di San Siro alla riapertura fatidica dei Navigli ,tanto per citare degli esempi pratici.
E dove una Amministrazione ha la fortuna di potersi poggiare su più realtà locali di supporto e dignità operativa, minori diventano le probabilità di fallire negli intenti. Ciò che abbiamo considerato una palla al piede o una spesa da accollarsi in passato, in realtà sono la nostra più grande forza.
Pensiamoci. E pensiamo soprattutto a cancellare il preconcetto che le “Serie B” non esistono…